Blog · Giuliano · 22/09/2026
Villa Imperiale di Anzio: la villa di Nerone sul mare

Chi arriva ad Anzio in treno pensa al porto, alle trattorie di pesce e allo sbarco del 1944. Poi cammina verso il faro e trova, sotto la strada, i muri di un palazzo lungo quasi un chilometro: la residenza degli imperatori romani, abitata per oltre tre secoli e scavata dal mare da allora.
Dove si trova
I resti della Villa Imperiale occupano la fascia di costa che va dal Capo d'Anzio, sotto il faro, fino al promontorio dell'Arco Muto: circa ottocento metri di scogliera, con una profondità verso terra di una ottantina di metri. In antico l'area era molto più estesa e si spingeva nell'entroterra, forse fino alla zona dell'attuale Villa Sarsina. Dalla nostra terrazza si vede la stessa linea di costa: è una passeggiata di venti minuti lungo il mare.
Prima degli imperatori
Il posto non nacque imperiale. Tra la metà del II e il I secolo a.C. sull'altura a ovest del faro sorgevano almeno cinque domus private, ville di otium dell'aristocrazia romana, con muri ortogonali, pavimenti in opera signina e intonaci dipinti. Tra la fine del I secolo a.C. e la prima metà del I d.C. gran parte di quelle case viene demolita per fare posto a un lungo portico curvilineo che segue l'arco naturale della costa: è il segno che l'intera area è passata al patrimonio dell'imperatore.
Augusto, Nerone e i successori
Svetonio racconta che ad Anzio Augusto ricevette il titolo di Padre della Patria, nel 2 a.C.; con ogni probabilità accadde qui. Nerone, che ad Anzio era nato, fece ricostruire quasi tutto: padiglioni disposti attorno a una grande esedra aperta sul mare, ninfei, terme, giardini, terrazze e ambienti per spettacoli e musica. Il cantiere non si fermò con lui. Domiziano e Adriano intervennero a loro volta — ad Adriano si deve un impianto più regolare, con grandi finestroni sul mare e la costruzione della biblioteca — e sotto Settimio Severo l'esedra neroniana diventò un atrio monumentale collegato a un'aula tripartita. Nella seconda metà del II secolo d.C. l'insieme era ormai un palazzo con facciata sul mare su almeno tre piani, portico e criptoportico alla base.
Cosa è uscito dagli scavi
La villa ha restituito alcune delle sculture antiche più note al mondo. La Fanciulla d'Anzio, trovata nel 1878 dopo una mareggiata che scoprì parte delle strutture, è oggi a Palazzo Massimo alle Terme, a Roma. Dalla stessa area provengono il Gladiatore Borghese e l'Apollo del Belvedere, finiti rispettivamente al Louvre e ai Musei Vaticani, oltre a sculture in marmo nero di Esculapio e Giove e a un vaso bronzeo con il nome di Mitridate VI Eupatore. Ad Anzio restano i materiali del Museo Civico Archeologico, in Villa Adele, e gli affreschi recuperati nell'ambiente identificato come biblioteca.
Cosa si vede oggi
Quello che il mare ha lasciato è la parte bassa del complesso: nicchioni degradanti verso l'acqua, corridoi di servizio, cunicoli, scale che scendevano verso la banchina. È la zona che ad Anzio tutti chiamano Grotte di Nerone, e che si guarda bene anche dalla spiaggia o dal molo. L'erosione continua a lavorare: alcune strutture documentate dagli studiosi tra Settecento e Ottocento oggi non ci sono più, e il sito è stato più volte segnalato tra i Luoghi del Cuore del FAI.

Consigli per la visita
- Luce: il tardo pomeriggio è il momento migliore: il sole arriva da ponente e illumina in pieno la facciata sul mare.
- Scarpe: il percorso è su terra e roccia, con qualche dislivello. Niente infradito.
- Dal mare: i nicchioni si vedono meglio dall'acqua: le barche che escono dal porto passano davanti alle grotte.
- Da abbinare: il Museo Civico Archeologico e il Museo dello Sbarco sono entrambi in Villa Adele, a pochi minuti dal parco.
Parco archeologico: info utili
L'ingresso al parco archeologico è in Viale Fanciulla d'Anzio, accanto al faro. L'area si visita con accompagnamento e comprende, oltre alle strutture affacciate sul mare, lo spiazzo usato per gli eventi estivi e l'ambiente della biblioteca, restaurato. Gli orari cambiano con la stagione e con le attività in corso: conviene telefonare prima.
Orari indicativi di apertura
- Da lunedì a mercoledì: chiuso.
- Da giovedì a domenica: dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 19.30.
Conferma sempre prima di partire: 06 98499479.
